Campagna Control Arms
Le armi: un problema reale ed urgente
Circa mezzo milione di bambini, donne e uomini sono uccisi ogni anno dalle armi. Molte migliaia di persone in più sono mutilate, torturate o sono obbligate a lasciare le proprie case. Dalle favelas di Rio de Janeiro ai sobborghi di Los Angeles, per arrivare alle guerre civili della Liberia e della Cecenia, l’impatto della proliferazione globale e del perverso utilizzo delle armi ha ormai raggiunto un punto di crisi. Ci sono circa 639 milioni di armi piccole e leggere nel mondo oggi...

Control Arms in Italia
A fronte di una drammatica situazione di guerra in tutto il mondo, fomentata e favorita da un'assoluta mancanza di controllo sul commercio delle armi, la Rete Italiana per il Disarmo ha deciso di lanciare una campagna a vari livelli sul tema degli armamenti, in particolare quelli cosiddetti “leggeri”.
Da un lato si vuole contribuire alla grande mobilitazione internazionale sul commercio di armi e dall’altro migliorare gli strumenti legislativi e di trasparenza esistenti in Italia. Il nostro Paese è infatti il quarto produttore ed il secondo esportatore mondiali di armi leggere... eppure la nostra legislazione è vecchia di 30 anni e ad oggi non disponiamo di nessuna forma di controllo sugli intermediatori internazionali di armi!
Campagna ITALIANA PER LA PACE E IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI IN SUDAN
È una campagna nazionale di informazione, di pressione politica e di aiuto umanitario nata nel 1995. Anche altre sezioni nazionali di Pax Christi, oltre a Pax Christi International, sono attivamente impegnate in questa campagna. Attualmente il portavoce della Campagna è don Tonio Dell’Olio, coordinatore nazionale di Pax Christi. Campagna CONTRO I MERCANTI DI ARMI - difendiamo la 185/90 e BANCHE ARMATE
Campagna per la TOBIN TAX
Campagna CHIAMA L’AFRICA
È la nuova campagna di Pax Christi per fermare la costruzione del muro in Cisgiordania e, per ricordare a tutti, che muri e barriere non creano maggiore sicurezza per nessuno e che le popolazioni della Terra Santa hanno bisogno che la Comunità Internazionale, il governo Israeliano e l'autorità Palestinese collaborino piuttosto nella realizzazione di ponti tra i popoli fondati sul rispetto e sulla fiducia reciproci. 232 milioni di finanziamento per "proteggere" 22 milioni di aiuti umanitari: queste due cifre, contenute nel decreto in discussione alla Camera dei deputati, bastano a chiarire la finalità della cosiddetta "Missione Babilonia": non sono i soldati a servire da protezione agli aiuti, ma gli aiuti a costituire il pretesto per inviare 3.000 soldati che, inquadrati sotto il comando britannico, avranno funzione di controllo territoriale e di ordine pubblico nella regione di Nassiriya.
Tel. 02-7723252
segreteria@campagnasudan.it
La Campagna internazionale, cui la Campagna italiana aderisce, ha ricevuto nel 1997 il Premio Nobel per la Pace.
Tel. 06-85800693 - tel/fax 06-85304326
info@campagnamine.org
A questa campagna si collega quella che vuole sollevare il velo di silenzio sulle banche italiane attraverso le quali avvengono le transazioni finanziarie legate all’import-export di armi del nostro Paese.
Tel. 055-2020375
info@paxchristi.it

Ogni anno propone una “finanziaria alternativa” a quella presentata dal Governo.
Campagna di OBIEZIONE ALLE SPESE MILITARI per la DIFESA POPOLARE NONVIOLENTA
Tel. 02-8378817 - 58101226
Fax: 02-58101220
locosm@tin.it
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Tel: 329-5713452 - 347-5940107
Fax: 06-30995252 - 06-59600533
info@chiamafrica.it
Campagna VIA I SOLDATI ITALIANI DALL'IRAQ
L'Italia si aggiunge così agli Usa e alla Gran Bretagna come potenza occupante, e mentre si inviano soldati che dovranno fronteggiare il malcontento iracheno, le aziende italiane si mettono in fila (oltre 200 di cui una dozzina già vincitrici di appalti) per partecipare alla torta della ricostruzione.
La protezione degli aiuti è un pretesto, anzi l'invio dei militari può mettere a rischio gli operatori umanitari italiani.
In Iraq operano da mesi centinaia di volontari e cooperanti internazionali, delle ONG, della Croce Rossa, delle agenzie delle Nazioni Unite, senza bisogno di nessuna protezione militare, anzi è proprio questa indipendenza che ha garantito sinora la loro incolumità. L'eventuale legame con le forze di occupazione potrebbe compromettere la loro sicurezza.
Chiediamo che la Camera ritiri subito la missione militare e che i fondi così risparmiati (232 milioni di euro) vengano integralmente utilizzati per interventi umanitari e di cooperazione allo sviluppo.