Solidarietà agli
Obiettori di Coscienza Israeliani
ROMA, Giovedì 15 Maggio 2003 - ore 18,00
Ambasciata di Israele - Via Michele Mercati, 14
Si è celebrata, il 15 maggio 2003 in tutto il mondo, la Giornata Internazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare.
Quest’anno, gli organizzatori hanno richiamato l’attenzione sulla situazione degli obiettori di coscienza in Israele, paese che non riconosce ancora questo diritto e che imprigiona chi si oppone all’arruolamento (o al richiamo) nelle Forze armate.
Secondo un rapporto presentato alla Commissione dei Diritti Umani dell’Onu, basato su stime delle organizzazioni pacifiste israeliane, tra il settembre 2001 e il gennaio 2003, più di 180 obiettori sono stati imprigionati per motivi di coscienza, per un totale di oltre 6.500 giorni di carcere, mentre il sito www.seruv.org ha censito 537 soldati che si sono dichiarati obiettori.
La mattina del 15 maggio, una delegazione di Pax Christi di Roma e dell’AON (Associazione Obiettori Nonviolenti) ha consegnato all’ambasciata d’Israele in Italia una lettera indirizzata al Primo Ministro Ariel Sharon a sostegno della causa degli obiettori israeliani.
Nella lettera, si esprime solidarietà per quanti rifiutano, per motivi di coscienza, di imbracciare un fucile e di puntarlo contro altri uomini e donne che qualcuno ha definito "nemici".
Richiamandosi al fatto che anche Sharon è un militare, i firmatari della lettera hanno aggiunto: Da militare Lei conosce bene, Signor Primo Ministro, quale possa essere il dramma che un uomo "in divisa" vive nel momento in cui rifiuta di obbedire ad un ordine perché lo ritiene in contrasto con la propria coscienza e con i propri convincimenti morali e religiosi. Noi crediamo che non sia giusto che queste persone paghino col carcere questa loro obbedienza a Dio e alla propria coscienza e che sia doveroso, per ogni Paese democratico, avere leggi che riconoscano il diritto all’obiezione di coscienza al servizio in armi e che prevedano, allo stesso tempo, un servizio alternativo.
Israele, è ricordato nella lettera, ha ratificato la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici che, all’articolo 18, prevede il diritto all’obiezione.
Due le richieste contenute nella lettera a Sharon:
- riconoscere il diritto all’obiezione di coscienza e promulgare una legge conforme alle prescrizioni delle risoluzioni 1998/67 e 2002/45 della Commissione dei Diritti dell’Uomo dell’ONU;
- liberare immediatamente tutti gli obiettori imprigionati e rinviare (fino a quando non sia adottata una legge) l’incorporazione di tutti coloro che si dichiarano obiettori.
![]()
Visualizza la lettera indirizzata ad Ariel Sharon
Tale lettera è in formato pdf, per cui è necessario possedere Acrobat Reader,
che può essere scaricato attraverso il link di seguito riportato.![]()
![]()